La nostra storia

Data: 24 dicembre 2020

1992 Kobe Giappone, fondazione della Internet Society

Kobe Giappone 1992, il giorno della fondazione della Internet Society

La presenza italiana in Internet Society  data fin dalla costituzone dell'associazione avvenuta a Kobe Giappone nel 1992, di cui sono fondatori il Consiglio Nazionale della Ricerche (CNR) attraverso l'istituto CNUCE e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) (attraverso il CNAF di Bologna). Il CNR  e lo INFN sono stati sin dall'inizio promotori in Italia della sperimentazione nel settore dei servizi telematici; si ricordano: la attivazione della rete DECNET, EARN/BITNET in Italia nei primi anni '80, l'introduzione in servizio dei protocolli e servizi basati sul TCP/IP (ARPA-INTERNET) alla fine degli anni 80 e l'attivazione e gestione della rete GARR a partire dal 1991 con la gestione del servizio Network Information Service per tutte le reti IP italiane, divenuto oggi il servizio di Registration Authority Italiana per INTERNET.

Nascita di Internet Society Italia

chapter della Internet Society rappresentano le comunità locali. Cominciarono ad essere costituiti dal 1994. Per la attivazione di un chapter era necessario presentare un gruppo di almeno 25 soci individuali già iscritti alla casa madre Internet Society, sottoscrittori di una bozza di statuto per un chapter locale conforme a determinati principi. Un primo tentativo di promozione del chapter italiano iniziò nel 1998 con due iniziative: una promossa dell’Università di Cassino, la seconda da un gruppo di Cagliari comprendente il CRS4. Nel luglio dello stesso anno fu Mario Chiari, pubblicista interessato all’Internet, a rendersi disponibile, secondo le procedure di Internet Society, ad assumere il ruolo di proposing party per la costituzione dell'Italy Chapter di Internet Society, e come tale iniziò a mettersi in contatto con gli altri connazionali della Internet Society, in particolare sollecitando e ricevendo la pronta adesione di Stefano Trumpy al tempo Chair dell'Advisory Board della Internet Society. Trumpy coinvolse da subito l'Istituto di Applicazioni Telematiche (ex CNUCE) del CNR. Si trattava di costituire una organizzazione senza scopi di lucro, che operasse esclusivamente per scopi di aggiornamento scientifico, di arricchimento professionale e per diffondere la cultura di Internet ed un suo uso corretto a livello nazionale. Registrato il dominio “isoc.it”, venne definito lo statuto e discussa la missione del Chapter. Nella primavera 1999 la richiesta di riconoscimento del Chapter venne sottoposta a Ole Jacobsen, Vice Presidente dei Chapters di Internet Society, in occasione della conferenza INET 1999; il riconoscimento sarà poi concesso il 29 Giugno 1999. La riunione costitutiva del Chapter italiano si svolse a Firenze il 17 Marzo 2000 presso la sede della DADA S.p.a. . Alla presenza del Notaio Piccinini di Firenze, i presenti soci fondatori sottoscrivono l'atto costitutivo dell'associazione, lo statuto ed eleggono le cariche direttive. La sezione è finalmente operativa e prende nome “Società Internet”. Successivamente si approva di utilizzare nel logo dell'associazione il riferimento alla “casa madre” ISOC inserendo il testo: "ISOC - Italia" e da allora la associazione è comunemente detta ISOC ITALIA.

C’è un legame stretto tra la nascita della Internet Society Italia e l’arrivo di Internet in Italia. Ve lo abbiamo raccontato nel libro di Arturo Di Corinto e Laura Abba: IL FUTURO TRENT’ANNI FA: … un pugno di visionari, ingegneri, hacker, cantastorie, che da allora non ha mai smesso di credere di poter creare nel cyberspazio una civiltà della mente. E di forgiare “un futuro più giusto e più ricco per l’intera umanità costruito sulla collaborazione e non sulla competizione, sulla conoscenza libera ed aperta e su quel formidabile strumento di diffusione” che è la Rete. “Oggi Internet non è più così. – ci dice Vinton Cerf intervistato - Ci sono mondi chiusi: Apple, Facebook, Google … “Cosa accadrà nel futuro? “Fin dagli albori c’è sempre stata una pressione degli utenti per non avere muri e barriere. Internet è nata così, e il web serviva a questo. Ma a un certo punto c’erano così tante informazioni in rete che nessuno trovava nulla. Ed è nato Google. Poi è arrivato Facebook. E infine il mobile, cioè una rete fatta soprattutto di app che non comunicano fra loro. Come Facebook che è un mondo chiuso dove devi registrarti e tendi a non uscire più. E quindi i muri che noi avevamo cercato di abbattere in un certo senso sono tornati. Ma io credo che non durerà, anzi ne sono convinto. Crolleranno, non le aziende, le barriere. E sai perché? Perché le persone vogliono essere libere e non confinate in una stanza per quanto bella. Sì, Internet tornerà quella che avevamo immaginato.”  

Sembra quasi un sogno, ma vogliamo credere all’amico Vinton Cerf.

Soci e partner sostenitori

Chissà se i fondatori pensavano che il loro impegno avrebbe nel tempo interessato molte persone volenterose a far sì di ritrovarsi qui a festeggiare 20 anni di crescente partecipazione attiva. E quello che più ci preme oggi è dare continuità; per questo ci siamo imposti di guardare ai giovani che man mano si sono avvicinati e sono gradualmente cresciuti con la guida protettrice dei più esperti, maturando esperienza, spesso risultando nuovi protagonisti. A rendere possibile ciò sono stati numerosi soci e partner sostenitori, che nel corso di tutti questi anni ci hanno sostenuto e ancora ad oggi ci sono a fianco: grazie a tutti quelli che si adoperano per lo sviluppo della nostra missione sociale.

Presidenti

L'assemblea del 24 maggio 2018 ha nominato Presidente Alessandro Berni. Classe 1967, laurea in Ingegneria Elettronica all'Università di Genova, Master of Science in Information Security alla Royal Holloway University of London, funzionario internazionale presso la NATO Science & Technology Organization (STO) opera presso il Centro Ricerche NATO della Spezia, dove oggi è Chief Information Officer. 

Il Presidente è il portavoce ed il rappresentante legale di  Internet Society Italia, agisce come liasion con Internet Society International Headquarters e con le altre sezioni (Chapters) di Internet Society, presiede il Consiglio e coordina il lavoro degli Organi dell’associazione. Il Presidente è eletto tra i soci, dura in carica tre anni ed è rieleggibile.  Stefano Trumpy è stato il primo Presidente eletto il 17 marzo 2000, e da quella data ha mantenuto la carica sino al 2018. Nella stessa seduta del 24 maggio 2018 l’Assemblea ha assegnato a Stefano la carica di Presidente onorario, per aver svolto il ruolo di Presidente sin dalla fondazione dell'associazione. 

Membri del Consiglio

2000 Presidente: Stefano Trumpy. Membri: Mario Chiari, Ernesto Damiani, Luca Delgrossi, Matteo Fici, Emanuele Mancuso, Gianfranco Mascari. 

2001 Presidente: Stefano Trumpy. Membri: Mario Chiari, Ernesto Damiani, Luca Delgrossi, Adriana Lazzaroni, Gianfranco Mascari, Vincenzo Viscuso. 

2003  Presidente: Stefano Trumpy. Membri: Laura Abba, Vittorio Bertola, Mario Chiari, Giorgio Giunchi, Giampaolo Bonora, Mario Chiari, Enzo Fogliani, Andrea Mazzucchi, Vincenzo Viscuso.

2004 Presidente: Stefano Trumpy. Membri: Laura Abba, Vittorio Bertola, Giorgio Giunchi, Enzo Fogliani, Andrea Mazzucchi, Gian Carlo Ariosto, Remo Tabanelli, Vincenzo Viscuso. 

2006 Presidente: Stefano Trumpy. Membri: Laura Abba, Tullio Andreatta, Alessandro Berni, Vittorio Bertola, Enzo Fogliani, Alessandro Nicotra, Francesco Orlando, Leone Randazzo. 

2009 Presidente: Stefano Trumpy. Membri: Laura Abba, Alessandro Berni, Stefano Giordano, Enzo Fogliani, Alessandro Nicotra, Remo Tabanelli.

2012 Presidente: Stefano Trumpy. Membri: Laura Abba, Alessandro Berni, Enzo Fogliani, Stefano Giordano, Joy Marino, Alessandro Nicostra, Valeria Rossi e Remo Tabanelli. 

2015 Presidente: Stefano Trumpy. Membri: Laura Abba, Alessandro Berni, Enzo Fogliani, Joy Marino, Stefania Milan, Alessandro Nicotra, Valeria Rossi. 

2018 Presidente: Alessandro Berni. Membri: Laura Abba, Angelo Alú, Stefano Giordano, Enzo Fogliani, Alessandro Nicotra (dal 7 luglio 2020), Gabriella Paolini, Pasquale Popolizio, Enzo Puliatti (sino al 5 maggio 2020).

 

I Quaderni dell’Internet Italiano

Su iniziativa di Giorgio Giunchi, la Internet Society Italia ha sponsorizzato i “Quaderni dell’Internet italiano”, un’iniziativa, risultata di grande successo per far conoscere i vari aspetti che caratterizzano la Rete e le sue interazioni con la realtà italiana. Gli autori dei contributi sono persone di spicco del settore che, indipendentemente dal loro background, hanno competenze in prima persona o hanno dimostrato autorevolezza sui temi trattati. Nel giugno 2016 Giorgio ci ha lasciato, per sempre. Aveva “lavorato per la crescita di Internet in Italia. Per la diffusione di una vera cultura digitale. Per la rivoluzione, per la rivoluzione bella e pacifica che in tanti fra noi sognano. Era un rivoluzionario.” Quando Riccardo Luna divenne Digital Champion condivise con Giorgio l’idea di creare una rete di campioni digitali e infatti Giorgio divenne uno dei tre garanti dell’associazione, con Flavia Marzano e Giorgio Ventre.  Ci ha lasciato un sogno da concretizzare: quello di creare l’archivio che avrebbe voluto fare con la Internet Society italiana. Lui aveva raccolto nel suo sito documenti, fotografie e interviste, molte fatte da lui stesso. Un tesoro che ha raccolto per tutti noi, che sino ad ora non siamo riusciti a valorizzare.
 
La rete contro lo spam: che cos’è, come combatterlo
Anno 2004. Contributi di: Caludio Allocchio, Cosimo Comella, Francesco Tortorelli, Francesco Orlando, Furio Ercolessi, Gigliola Cataldo, Giorgio Giunchi, Giovanni Buttarelli, Laura Abba, Marco Negri, Maurizio Codogno, Raimondo Bruschi, Stefano Rodotà, Stefano Trumpy, Tullio Andreatta.
 
Anno: 2005. Contributi di: Alberto Tripi, Antonella Galdi, Antonio Palmieri, Enzo Valente, Fiorello Cortiana, Francesco Orlando, Giandomenico Magliano, Giorgio Giunchi, Giuseppe Crippa, Laura Abba, Lucio Stanca, Luisa Franchina, Paolo Gentiloni, Stefano Gatti, Stefano Trumpy, Vinton Cerf, Vittorio Bertola, Vittorio Pessina. 
 
Aspetti Giuridici di Internet
Anno: 2007. Contributi di: Alessandro Nicotra, Andrea Maggipinto, Andrea Monti, Antonio Anselmo Martino, Antonio Martino, Ban Ki Moon, Carlo Cosmatos, Davide Merlitti, Enzo Fogliani, Francesco Celentano, Francesco Pizzetti, Fulvio Sarzana di Sant’Ippolito, Gerardo Antonio Cavaliere, Giovanni Pascuzzi, Laura Abba, Laurent Manderieux, Manlio Cammarata. Michele Iaselli, Stefano Rodotà, Stefano Trumpy, Tullio Padovani.
 

Verso la costituzione del Internet Governance Forum Italia
Anno: 2008. Contributi di: Beatrice Magnolfi, Carlo Cosmatos, Enrico Gregori, Laura Abba, Lucio Stanca, Luigi Nicolais, Luigi Vimercati, Pier Ferdinando Casini, Stefano Rodotà, Stefano Trumpy, Vittorio Bertola.
 

Rete Internet le sfide di oggi le prospettive di domani
Anno: 2010. Contributi di: Alessandro Berni, Claudia Battista, Diego Merani, Domenico Laforenza, Enzo Valente, Henk Sips, Johan Pouwelse , Marco Sommani, Paweł Garbacki, Stefano Giordano , Stefano Trumpy, Vittorio Bertola.
 

Happy birthday Internet Society
Anno: 2012. Contributi di: Abraham Gebrehiwot, Adriana Lazzaroni, Alessandro Berni
Angelo Raffaele Meo, Antonio Blasco Bonito, Bob Kahn, Claudio Allocchio,  Daniele Vannozzi, Enzo Valente, Enzo Puliatti, Franco Filippazzi, Gianfranco Capriz, Gianni Degli Antoni, Giorgio Giunchi, Joy Marino, Laura Abba, Luciano Lenzini, Lyman Chapin, Marco Sommani, Stefano Trumpy, Stefano Giordano, Stefano Quintarelli, Valeria Rossi, Vint Cerf.
 

E-democracy
Anno: 2014. Contributi di: Alfonso Fuggetta, Angelo Raffaele Meo, Antonio A. Martino, Antonio Palmieri, Arturo Di Corinto, Enzo Valente, Fabio Chiusi, Franco Filippazzi, Gianfranco Capriz, Gianni Degli Antoni, Gianroberto Casaleggio, Giorgio Giunchi, Guido Scorza, Joy Marino, Juan Carlos De Martin, Laura Abba, Luca De Biase, Luciano Gallino, Piero Bassetti, Riccardo Luna, Rosa Maria Di Giorgi, Stefania Milan, Stefano Quintarelli, Stefano Rodotà, Stefano Trumpy, Vittorio Bertola. 
 

Il dialogo multistakeholder

Quando nel 2005 ai lavori del Worl Summit on Information Society la comunità della rete giunse alla conclusione che sarebbe stato meritorio impegnarsi per rafforzare il dialogo tra tutte le parti interessate alla definizione delle politiche di sviluppo dell’ecosistema della Rete, siamo stati in prima linea affinchè le pratiche della governance di Internet evolvessero verso processi di cooperazione multilaterali, a livello nazionale ed internazionale. Abbiamo seguito l’Internet Governance Forum in tutte le sue tappe evolutive, dalla costituzione nel 2006. Grazie all’incessante impegno di numerosi soci, dal  2008 si sono intensificate le iniziative della nostra associazione  dirette a realizzare il progressivo sviluppo evolutivo della governance della Rete in Italia. Il primo incontro preliminare dell’IGF Italia fu curato dalla Internet Society Italia in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e si svolse  a Roma il 19 maggio 2008 con la partecipazione di rappresentanti del governo, del settore privato e della Società Civile.  L’evento, che accoglieva l’invito del Parlamento Europeo ad organizzare degli IGF nazionali, ha riunito per la prima volta la comunità italiana della Rete per dibattere sui temi propri dell’IGF globale (programma e video). Lo stesso giorno fu pubblicato il quaderno dell’Internet italiano dal titolo “Verso la costituzione dell’Internet Governance Forum Italia” dedicato alla necessità della costituzione del IGF Italia, come luogo di dialogo e sensibilizzazione sulle tematiche della Internet governance di interesse nazionale ed internazionale. Pochi mesi dopo, a Cagliari nei giorni 22 e 23 ottobre 2008 e alla presenza di Markus Kummer, Coordinatore

Esecutivo del Segretariato IGF delle Nazioni Unite, si costituì lo IGF Italia, in relazione di continuità con le analoghe iniziative delle Nazioni Unite e la costituzione di IGF regionali. Gli stakeholder della Rete italiana furono invitati ad aderire ad IGF Italia, sia in forma singola (persone fisiche), sia associata (istituzioni, enti, aziende, associazioni, …). 

Quell’incontro storico, tra i primi in Europa, ha costituito l’Internet Governance Forrum Italia (atto di costituzione), che ha continuato in modo costante negli anni, elaborando le problematiche locali di Internet e contribuendo al processo internazionale dell’IGF globale. Il Comitato di programma dello IGF Italia fu affidato sin dal 2008 al Presidente Stefano Rodotà, che ha accompagnato negli anni il modello organizzativo dello IGF Italia mediante una discussione aperta con tutti i portatori d’interesse (stakeholder) della Rete in Italia. Tale presidenza durerà sino alla scomparsa dell’illustre studioso nel 2017. A partire dalla prima, la composizione del Comitato di anno in anno è stata aggiornata ed arricchita di nuove competenze. Di quegli anni ricordo l’insostituibile lavoro di Antonella Giulia Pizzaleo scomparsa prematuramente ad inizio 2019. Antonella ha lavorato sempre a servizio del Paese, onorandoci della sua collaborazione con uno stile sempre pieno di gentilezza e capacità. 

Sebbene non siano mancati contributi da parte di esperti italiani al processo dell’IGF, la gestione nazionale delle Rete si manifesta ancora oggi in strategie meno organizzate rispetto ad altri paesi. Una svolta arrivò nel 2015, quando la Dichiarazione dei diritti in Internet fu sottoposta ad un passaggio parlamentare ed, a larga maggioranza, la Camera approvò la mozione che impegna il Governo, analogamente a quanto accade negli altri paesi del mondo, a creare un organismo nazionale per la gestione dell’Internet Governance in Italia, definendo compiti e obiettivi in una logica multistakeholder. Poi ci siamo di nuovo fermati. Anche la  nostra proposta del 2019 per la creazione di un approccio   multi-stakeholder per l’Internet Governance in Italia  è rimasta lettera morta. Continuiamo a pensare che questo comitato potrebbe essere uno strumento prezioso per aiutare il futuro dell’Italia digitale. L’auspicio è che si sviluppi una struttura che possa agevolare l’attuazione di politiche concrete, guidate dal profondo convincimento che l’Internet non possa essere regolata dall’alto e che la sua governance debba essere basata su processi inclusivi e guidati dal consenso.

Al riguardo, restiamo attenti a scongiurare il riaccendersi di vecchie proposte di gestione dell’Internet affidate a comitati governativi, rivitalizzando con maggiore impulso il contributo della società civile in linea con i principi ispiratori della mission risalente alla costituzione originaria del dialogo multistakeholder voluto dal WSIS. Mentre la gestione di Internet risulta progressivamente e  pericolosamente caratterizzata dal sempre più evidente primato egemonico degli interessi economici di cui sono portatori le grandi multinazionali del settore digitale, la Internet Society Italia a gran voce evidenzia l’importanza strategica di una visione chiara sulla futura governance di Internet, destinata ad incidere sulla tutela dei diritti fondamentali, sui fattori di crescita dello sviluppo economico e sugli standard di libertà degli ordinamenti democratici, costituenti questioni prioritarie dell’attuale agenda politica, ove diventa centrale il tema del controllo della Rete alla ricerca di un delicato equilibrio nei rapporti di forza tra tutti gli attori che partecipano al processo decisionale del governo di Internet in una dimensione sovranazionale esposta ad un’accentuata proliferazione di conflitti tra implicazioni politiche, aspetti tecnici, esigenze di mercato e prerogative giuridiche.

Il Valore della carta dei  diritti

Quando il nostro Paese ha varato il testo della Dichiarazione dei Diritti in Internet, elaborato dalla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet, per la prima volta il Parlamento italiano ha adottato una Carta di portata internazionale e di spirito costituzionale, da molti definita come una sorta di Costituzione di Internet, che traccia diritti e doveri dei cittadini digitali per quel che concerne l'uso della rete. “Un grande risultato” – diceva Stefano Rodotà – “dal punto di vista culturale, per il dibattito pubblico che ne è scaturito; dal punto di vista simbolico, per il luogo che ha promosso questo dibattito, la Camera dei deputati, la casa degli italiani; e dal punto di vista politico perché raggiunto nonostante le diversità”.  Il rapporto con Stefano Rodotà iniziò nel 2004 quando si tenne una assemblea i Internet Society Italia presso la sede del Garante ella privacy a Roma. Da quell’incontro è stato una crescita di collaborazione (Internet Governance Forum, Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet, …) e reciproca stima durata sino alla scomparsa del maestro nel 2017. Nel giugno 2019 la Internet Society Italia ha organizzato alla Camera dei Deputati l’evento dal titolo “Il valore della Carta dei Diritti di internet. L’eredità del pensiero giuridico e politico di Rodotà”, per approfondire il contenuto della Dichiarazione dei Diritti in Internet mediante interventi curati da giovani relatori attivamente coinvolti nell’organizzazione dell’iniziativa, ove hanno preso parte anche esponenti del settore accademico e del mondo istituzionale. Dall’evento è nato Il volume "Il valore della carta dei diritti di Internet" che raccoglie i contributi di giovani attivisti, esperti e studiosi che hanno ricordato l'impegno dell'illustre giurista, proponendo un focus di approfondimento sui 14 articoli della Carta. Con questo libro vogliamo con forza preservarne memoria e valore, proprio raccontando l’attualità della Carta dei diritti di Internet, approvata e poi dimenticata da una politica miope e impreparata ad affrontare il futuro.
 

Osservatorio Giovani e Internet

 

Certamente l’iniziativa che più recentemente ci ha regalato soddisfazioni è l’Osservatorio Giovani e Internet creato nel 2019 per stimolare il coinvolgimento delle giovani generazioni, di attivisti, esperti e studiosi interessati a partecipare al dibattito sul futuro ecosistema della Rete. L’Osservatorio, coordinato da Angelo Alù, è ispirato a criteri di rappresentatività geografica distribuita in tutta Italia. Con tale iniziativa la Internet Society Italia si impegna a promuovere la conoscenza del sistema Internet (cultura digitale), delle ricerche in corso (innovazione digitale) e della sua governance (politica digitale), al fine di aumentare il coinvolgimento di giovani italiani nell’ecosistema digitale e la divulgazione dell'importanza di questi argomenti fra le nuove generazioni. La nascita dell’Osservatorio è stata una novità per l’Italia e si è ispirata a esperienze di successo già sperimentate in altre parti del mondo dalla nostra casa madre (Internet Society Youth). Conformemente alla visione della casa madre, l’Osservatorio, anche mediante la partnership sinergica con realtà locali di attivisti impegnati per diffondere i benefici di Internet (Generazione Ypsilon), ha organizzato nel corso del tempo iniziative, attività di formazione, talk di approfondimento allo scopo di coinvolgere le giovani generazioni che desiderano impegnarsi in percorsi di approfondimento e di studio da protagonisti attivi nella divulgazione della cultura digitale in tutte le sue forme ed espressioni, per favorire lo sviluppo sostenibile ed equo dell’evoluzione tecnologica in una prospettiva di generale trasformazione della società, fondata su un’effettiva inclusione digitale delle persone.

Ricordiamo alcune delle principali iniziative. L’Italia, ad esempio, è sempre stata particolarmente in difficoltà per la scarsa presenza italiana nei processi internazionali dove si discutono le questioni dell’Internet. Noi abbiamo provato a introdurre i nostri giovani. Prima, nel novembre 2019 una corposa delegazione giovanile, composta da 12 membri ha partecipato all’edizione globale dell’Internet Governance Forum di Berlino, presentando interventi, con  Alessia Ciccarello e Mathilde Pottier, nel corso della sessione “Youth IGF Summit”, “Future Internet Governance Strategy for the European Union”, “EU Delegation & Youth IGF Movement”, con l’ulteriore confronto interattivo con Vint Cerf durante lo svolgimento di un meeting riservato ai giovani attivisti che operano a livello globale nel settore dell’innovazione. Poi quest’anno a IGF 2000 con  Veronica Piccolo IGF Youth Ambassador al Internet Governance Forum 2020 organizzato dalle Nazioni, senza dimenticare l'impegno di Beatrice Di Bella, Costanza Gallo e Ludovica Fanella per la partecipazione con successo  al programma di formazione della casa madre "Isoc action plan 2020”. Sono straordinari esempi di voglia di fare, impegno, capacità di mettersi in gioco. C’è pure Isocaffè, il format divulgativo condotto da Federica Giaquinta promosso in tempo di pandemia per dialogare sui temi legati al digitale, dando voce ai giovani nell’ambito di un confronto intergenerazionale. Complimenti a tutti i nostri giovani, siete la speranza del paese. Bravi tutte/i!